Ricordi freschi

Il mio profumo preferito? Il weekend, quello che ti si attacca addosso e ti dà la carica fino al venerdì.

Perché certe emozioni sono a rilascio graduale, lente e in divenire, mai uguali a quelle di partenza; crescono in intensità e riescono a diffondere il loro aroma ben oltre i confini spazio-temporali che a noi uomini, a volte, piace sfidare.

aromi

Così, un compleanno a quattro mani è diventato l’occasione per fare i conti con quel bisogno di controllare il tempo che mi porto dentro fin da bambina e che, negli ultimi dodici mesi, ha progressivamente lasciato il posto al kaos.

Che caso non è, piuttosto assomiglia all’amore, sempre che esista… Di sicuro esistono persone che fanno battere il cuore e che riescono a tirare fuori il meglio di te, a farti crescere, senza perdere lo stupore.

Persone che si muovono con naturalezza tra i difetti e i pregi della mia complessità, laddove anch’io spesso vacillo ed esito e loro, invece, sembra stare perfettamente ad agio.

Persone che sono profumi, ognuno con una nota particolare, che conferisce un sapore speciale a questi giorni di prima leggerezza, di shorts, gambe nude e pomeriggi en plein air.

Sono uscita per cercare la menta e sono tornata a casa con una pianta di timo – più piena e tondeggiante, più a gusto mio – e un sacchetto di patate montane pronte a crogiolarsi in forno, mentre la cucina si anima dopo giorni di assenza, pranzi al volo, pit stop tra una fiera e un Salone.

Pommes de terre sautées au thym

Ancora qualche minuto e la cena sarà pronta. Controllo al pc le previsioni meteo per il prossimo weekend: danno pioggia possibile.

Mi guardo intorno…

Cestino e fiori

Se piove staremo QUI, in fondo basta un cestino per fare un pic nic!

 

Broken

crepa-e-luce_cohen

Svegliarsi e credere che la sveglia non abbia suonato. E sorridere, perché a dispetto del tempo che passa, mi accorgo di sviluppare ogni giorno di più nuove competenze bambine.

Per esempio, non dover necessariamente balzare fuori dal letto al primo campanello di allarme!

luce-scomposta_coriandoli

Sono carburante e magia quei minuti imbevuti di sogni e fragranze del giorno prima, i rumori della vita che si sveglia, la città che si mette in moto, le parole stropicciate, storpiate, susurrate per ricordarsi di alzarsi, ma anche per constatare che sia davvero VIVA, che felice sia anche normale… Io credo di sì.

Spalanco le finestre ed entra la luce, oltre le nuvole riesco a scorgere il sole, ne percepisco netta la presenza, testarda e volitiva, fatta di quella stessa spudorata incoscienza che ci appartiene e affermiamo ogni volta che accettiamo il rischio, raccogliamo il coraggio, sfidiamo l’ennesima paura.

chissene

Siamo tutti un po’ rotti, broken, in superficie e nell’intimo, eppure quando dall’altra parte del cancello intuiamo una strada per cui ne valga la pena, il modo di oltrepassarlo si trova.

psicologia-del-coraggio

C’è una crepa in ogni cosa. Ed è da lì che entra la luce.

 

November Now

November, the last month of Autumn. E io ho un appuntamento con profumi e terre che dovrei conoscere bene, perché appartengono ai boschi che mappavo da bambina, che hanno fatto da poggia testa a sogni a occhi all’insù, che con me facevano rumore, schiudendosi, scricchiolando un po’.

november

Stamani mi sono dedicata allo stretching di articolazioni e cervello, riallineando le idee all’indomani di un Ponte che mai come quest’anno mi ha portato dove volevo andare, a dispetto dei tentennamenti e delle tentazioni (quella di restare a letto, inclusa), e complice un sole da far invidia a Giugno, ho collezionato istantanee di felicità che adesso vanno metabolizzate.

Come per una fotografia, con la stessa sacralità che ha un’altalena in volo, che tocca il cielo ma ha i piedi per terra, maneggio sensazioni che hanno bisogno parimenti di ombra e luce e che richiedono tempo per poter sviluppare.

riscaldamento-danza-classica

Non tutto è semplice, non tutto ciò che semplice-non-è per questo diviene complicato, o forse sì, ma nell’accezione suggerita da Chiara Gamberale nel suo ultimo romanzo, “Adesso”:

Rispolverando quella complessità che alimenta la nostra concentrazione, attiva percorsi, crea legami, Chiara riporta – rivalutandola – la meraviglia in un mondo che spesso l’ha dimenticata e che invece ancora resiste e c’è (per chi ha voglia di cercarla/trovarla):

In un piatto di pasta ai due sughi,

tra le righe di una serata mondana,

in una gonna a fiori,

scritta di rosso e di nero su un tronco,

riscritta in versione salata,

a volte così evidente da temere che non sia vera,

sempre imperfetta perché non dura.

Fino al prossimo passo.

Quando il cosmo incontra il caos

In un punto fuori dalla dimensione temporale…

pile-of-wishes-2004-cornelia-konrads

Incontriamoci lì, laddove il mondo dei nostri giorni ordinati, messi in fila uno dopo l’altro, sfiora per una notte il caos e si genera un gap, uno spazio bianco che non appartiene né all’anno vecchio né alle stagioni future, un territorio di confine che è insieme fine ed inizio dei giochi.

Questo è Samhain (Halloween), il giorno che non esiste…

E se, pur bevendo il caffè amaro, prendo sempre una bustina di zucchero, un motivo c’è. Ieri, per esempio, ho trovato questa:

1-gennaio_sugar

C’era il sole, quello caldo che non ti aspetti il 30 di Ottobre. C’era il mio cappuccio di soia bollente, il giornale della domenica, occhi di uomo e occhiali animalier a schermare il sonno e il rossore. L’emozione di un risveglio normale, delle notizie – terribili, di questo mondo che trema – sorseggiate insieme al caffè, con quel sapore che ti accompagna per tutto il pomeriggio e funziona da memento.

<< Ricordarsi di festeggiare >>

Così, poco importa se mancano ancora due mesi al 1 Gennaio… perché non serve Capodanno per annotare buone intenzioni, raccogliere spunti nuovi, sperimentare. Basta cominciare, collezionare inizi piuttosto che cercare il fine: un bar diverso per fare colazione, il sughero al posto dell’acciaio (da quando ce l’ho tutte le mattine sotto i piedi, il legno è diventato un elemento portante), le tele incompiute di un pittore e nient’altro, un programma TV scoperto per caso.

Vivere è sentire che un altro passo è possibile,

osare qualcosa di intentato,

non accontentarsi di esistere,

ma ricercare l’occasione per crescere.

No, c’è chi dice… ON!

è indifendibile la posizione di chi non fa

è indifendibile il rimpianto di chi non osa

è indifendibile un giorno trascorso a lamentarsi, una mattina a litigare, andare a letto senza prima il bacio

è indifendibile la ragione di chi non l’ha mai persa

è indifendibile il dubbio come modus operandi almeno quanto la dieta la-comincio-lunedì

è indifendibile non sentire la meraviglia in pancia

è indifendibile il viaggio, quando diventa una via di fuga

 

Invece…

jean-paul-gaultier-eclair

è irresistibile l’errare di chi ci sta provando

l’errore di chi ha tentato

è irresistibile la voglia di restare a letto mentre fuori imperversa il temporale

è irresistibile chi sogna, chi si meraviglia, chi è così folle da credere alle fiabe, scriverle e trasformarle in promesse

è irresistibile chi risponde a una domanda con un’altra domanda e nel frattempo sbocconcella un’éclair

chi ha sempre un paio d’ali di scorta

chi, tuttavia, resta (perché ogni volta è sempre un po’ la prima)

… è indifendibile chi vede un NO dove qualcuno legge ON…

no-normal

Irresistible, j’adore!

 

Ottobre, quello che (non) so

Esistono solo due stagioni. L’Estate e l’attesa dell’Estate.

Potrebbe riassumersi così questo primo assaggio autunnale, un weekend che stamani ho riordinato insieme alle stoviglie della festa, persa in pensieri soffici, spugnosi, pronti a far posto a quel che so di non sapere…

daria-1985_civico

E così ho fatto durante il weekend, per mettermi avanti, per iniziare con il piede giusto un mese che ha il sapore delle cose nuove, ma già un po’ conosciute, il profumo del sole quando non è più accecante, l’allegria che sprigionano il primo sorso, i lamponi sopra al cioccolato, un cartoccio bitorzoluto di caldarroste fumanti.

Bruciarsi appena, per capire che non esistono frutti proibiti, e poi abituarsi al suono delle domande che si incontrano a metà strada tra testa e cuore, domande che appena due mesi fa non avrei nemmeno saputo formulare e che ogni volta mi ripeto prima in silenzio, per essere certa che abbiano in sé audacia, leggerezza, entusiasmo pari a quelli delle risposte con cui si appagheranno.

work-hard-stay-humble_millefili

Perché se una cosa l’ho stampata a caratteri cubitali e messa in cima all’agenda interiore, ecco, è che non si può mai dare niente per scontato, figuriamoci una risposta: “quello che non ti aspetti eppure – lo sai – arriverà”.

Perché se aspettare qualcosa è rischioso, aspettarSi è altrettanto pericoloso, ma terribilmente più bello.

Perché se mangi l’anguria il primo di Ottobre (ed è per giunta zuccherina, matura, rossa q.b.), allora, vale la pena inaugurare un nuovo libro e – con Daria – bussare.

Lei già lo fa. Io? Lo sto imparando…

abstract-daria-1985

 

 

 

Rising Sun

Fare scorte di luce.

Inizia così l’Autunno, con un tavolo di lavoro sommerso da carte, stoffe e cartelle colore, con la ripromessa di visitare quella mostra così vicina, così intrisa di nostalgia e memoria, così (dalla sottoscritta) dimenticata in fondo a mille impegni, che per un paio d’ore possono anche aspettare.

14463246_1276349539062592_6618959942960438177_n

Tra Arte e Moda. Nostalgia del Futuro nei tessuti d’artista del Dopoguerra è uno di quei viaggi che almeno una volta al mese devo ricordarmi di fare perché solo il pensiero mette allegria, attiva le sinapsi migliori, concede alla mente di sfiorare appena la riga e alzarsi un po’, appoggiarsi appena e rialzarsi in volo…

A ruota Bologna e Bowie e poi Parma, per le mie adorate Ninfee, per riassaporare quella luce d’infanzia che solo gli artisti, i bambini e forse i terrestri sognatori sanno ancora [af]fermare, nell’istante eterno che il Bianconiglio tenta di spiegare ad Alice.

Perché siamo soffio e calore, aria calda che sale verso l’alto, progetti in divenire tanto reali quanto imperfetti e nient’affatto scontati. Soprattutto per noi, che ricerchiamo fuori i mattoni per costruirci dentro e, quando li troviamo, non sono quasi mai come li avevamo pensati: troppo piccoli o troppo regolari, poco propensi a farsi levigare, sbeccucciati o ruspanti, creature in carne e ossa, con una loro storia e una loro, costitutiva, memoria. Inviolabile, ma si può raccontare.

mille-e-una-notte-1999-di-donnafugata-a-vinitaly-2016

E stapperemo nuovi vini…

… e daremo consistenza ai colori…

ernst-knam_0002-960x640

E intrecceremo storie come fossero raggi di sole, ogni qualvolta sapremo scorgere il filo che lega esistenze diverse, (non) casualmente incontrate.

#BeBright